Da amputato a Fisioterapista. Succede a Kabul

Mohammad Zabhi Erfani Nel 1998 aveva appena 11 anni, stava facendo una passeggiata con il fratello, quando all’improvviso udì un’esplosione assordante.
In un attimo si ritrovò in coma.  Il suo piccolo piedino si era posato sopra una mina nascosta dai miliziani.
Il fratello urlò con tutte le sue forze sino ad attirare l’attenzione di un veicolo militare,  che trasportarono entrambi d’urgenza al Karte Seh Hospital, a ovest di Kabul, dove opera il Comitato internazionale della Croce Rossa.

Zabhi racconta: “Realizzai subito che la mia gamba non c’era più e sprofondai in una depressione dalla quale, sarei potuto uscire solo con una terapia farmacologica. E invece, visitando il centro, specializzato nella realizzazione di protesi, conobbi il ‘dottore italiano’ Alberto Cairo, esperto in riabilitazione fisica. Quell’incontro cambiò il mio stato, restituendomi la speranza e la voglia di vivere; conobbi dottori, fisioterapisti, infermieri e pazienti in condizioni anche peggiori della mia, ma tutti si erano ripresi. Gli sarò per sempre grato per quello che fece per me”.

Dopo la costruzione della sua protesi, l’impegno per riprendersi moralmente, fisicamente e psicologicamente, l’ong gli diede anche la possibilità di studiare e specializzarsi in Fisioterapia.
Con grande soddisfazione da parte di Alberto Cairolaureato in giurisprudenza, fisioterapista da 30 anni, e candidato nel 2010 al premio Nobel per la pace.

“La quasi totalità dei 750 nostri dipendenti – dichiara il dott. Cairo – che prestano servizio nei nostri centri ortopedici in Afghanistan ha subito mutilazioni, potremmo definirla una “discriminazione positiva”. Quando qualcuno arriva in condizioni disperate, ho imparato a non pensare “poveretto”, ma a calcolare rapidamente i giorni che ci vorranno per rimetterlo in piedi.
In ospedale il vecchio comunista siede accanto a un mujaheddin e questi accanto a un taleban. La disabilità è qualcosa che riappacifica, pone fine alle differenze politiche e ideologiche, tutti diventano uguali”.

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