Laurea in fisioterapia: la più ricercata ed in crescita per l’anno 2018/19

Situazione nel mondo universitario

Un vero e proprio boom di iscrizioni per l’anno accademico 2018/2019 ben 26.516.
Considerando che il numero totale disponibile di posti è 2.029, si ha una media di 13,1 domande per posto disponibile.
Interessante anche le iscrizioni per il corso di laure in logopedia: 8,9 domande per un posto del corso di laurea.

Per il 2018/2019 per il corso di laurea in medicina, chirurgia e odontoiatria, le domande registrate sono state 90.806  (10.875 i posti disponibili) con un aumento delle domande di accesso del 2,4%. Mentre vi è una diminuzione delle domande per i corsi di laurea delle 22 professioni sanitarie (-6,6% in un anno).
Quindi 8,3 domande per posto disponibile per il corso di laurea in medicina e chirurgia e odontoiatria e 3,2 domande per posto disponibile per le 22 professioni sanitarie.

Tali dati sono stati elaborati da Angelo Mastrillo, segretario della Conferenza nazionale dei Corsi di laurea delle professioni sanitarie.

Di conseguenza visionando il rapporto tra domanda/offerta disponibile risulta essere il corso di laurea in fisioterapia quello con maggior richieste, fanalino di coda delle richieste dei giovani per le lauree sanitarie sono le professioni di assistente sanitario (0,7 domande per un posto), tecnico audiometrista (1 domanda per un posto) e tecnico della prevenzione del lavoro (1,2).

La Formazione

L’offerta formativa di ogni Ateneo ha attivato in media 11 corsi di laurea per le professioni sanitarie. Incremento dei posti che vanno da 24.061 a 24.681 posti (+2,6%).
Nello specifico troviamo: Sicilia con +154 posti; Lombardia con +120; Campania con +119; Piemonte con +90; Emilia Romagna +110; Veneto +84 e le altre.

Le parole di Mastrillo

“Quest’anno – commenta Mastrillo – l’obiettivo prioritario è stato quello di correggere alcune anomalie introdotte lo scorso anno dal MIUR, che nella ripartizione dei posti per ogni Università aveva deciso di procedere in totale ed esclusiva autonomia, considerando soprattutto il potenziale formativo degli Atenei. Su questo potenziale il MIUR ha applicato un taglio lineare percentuale uguale per tutti gli Atenei, tenendo così in scarsa considerazione le indicazioni espresse sia dalle Regioni che dalle Categorie”.

“Come conseguenza negativa – spiega – il MIUR decise di assegnare in 30 corsi su alcune Università anche un numero di posti inferiori al minimo storico di 10, da 5 a 9 posti; come esempio eclatante per i tecnici di radiologia l’Università di Genova subì un taglio da 10 a 6 e Bari da 10 a 5, con il paradosso di Foggia da 30 a 15”.